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“Mi sento screditata come donna, dipendente comunale, come funzionario del Comune di Agrigento da oltre 30 anni. Ma – sia chiaro – non ho ricevuto alcuna minaccia. Nella mia lettera ho raccontato ciò che è accaduto, nè una cosa in più, nè una in meno. Nessuno deve permettersi di minacciarmi. Tutti hanno ricamato sulla mia lettera perchè voi fate il vostro mestiere di giornalisti. Voglio che emerga solo quello che è avvenuto”.

A parlare con estrema decisione e serenità interiore è Carola Narbone, funzionaria del SUAP del Comune di Agrigento, la quale nei giorni scorsi aveva indirizzato una lettera al Sindaco, al Segretario Generale, al Vice Sindaco e ai dirigenti competenti, evidenziando di essere stata trattata in maniera discutibile dagli organizzatori della fiera, incastonata nel programma della Sagra del Mandorlo in Fiore. Raggiunta – in esclusiva da Report Sicilia – Narbone mette alcuni paletti in una vicenda che potrebbe fornire ulteriori colpi di scena.

“Io sono stata screditata, dicendo che professionalmente non valgo nulla perchè avevo creato il danno più grave possibile consegnando il plico cartaceo a quel signor Nocera che poi lo avrebbe consegnato alla ditta concorrente, privilegiando i titolari della ditta. Da quel momento sono stata buttata fuori. Bisognava evidentemente evidenziare solo le mie mancanze. Non capisco quindi come un atto interno agli uffici comunali (la lettera al centro della vicenda, ndr) sia uscito dopo due ore e mezza. Chi vuole coinvolgere la Procura la coinvolga, a me non interessa nulla. Io volevo solo fare sapere come sono andate le cose, non sono cretina. A tutti è stato detto che io avrei fatto una mancanza da procedimento disciplinare. Da quel momento in poi, dopo la mia lettera nessuno si è fatto più sentire. C’è un silenzio di tomba. Alla Procura non sono stata io a mandare la lettera. Il fatto che sia stata inviata alla procura mi può solo dispiacere se le cose vanno avanti. Non era questa la mia intenzione. Dovevo salvaguardare la mia integrità professionale, personale e morale. Sono stata screditata anche in altri sensi, come se non bastasse lo screditamento professionale”. E ancora: “Sono stata assunta l’otto marzo 1996 dall’allora sindaco Calogero Sodano. Non ho mai avuto problemi con alcuno, nè con i politici, nè con i sette dirigenti che si sono succeduti”.

Incalza la funzionaria comunale: “Nella lettera io voglio fare emergere la mia correttezza professionale, perchè non c’era nulla di cosi grave dal dirmi alzati da questa sedia e in questa stanza non entrerai più. Mi dica lei qual’è la differenza tra consegnare un plico cartaceo o inviarlo con la mail. Se mi chiamassero in Procura ci vado, porterò la mia lettera. Non mi interessano altre cose, fa fede la mia lettera su tutto. Chi ha detto che lui (l’assessore Cantone, ndr) non sappia organizzare la Sagra? Ci sono commenti che non c’entrano nulla, come se io avessi criticato l’uomo che non saprebbe organizzare la sagra! Lui è bravissimo a organizzare la Sagra, quest’anno sarà più bella dell’anno scorso. Io neanche lo critico, non voglio essere querelata. Io racconto un fatterello, mi ha buttato fuori dalla stanza, con tutti gli atti consequenziali come scritti nella lettera, come toglierli i fascicoli. Ho manifestato il mio rammarico per essere stata estromessa dall’argomento sagra, dall’attività che avevo svolta l’anno scorso con successo, da sola, messa al computer fino alle 20. Lavoro perchè mi piace lavorare anche senza straordinario pagato. Mi piaceva fare una cosa carina per Agrigento, anche fino a tarda sera. Mi aveva lasciato mano libera perchè si fidava ciecamente di me. Quest’anno sono stata estromessa per quel fascicolo che ho consegnato al signor Nocera, davanti a 12 persone. E’ stato ritenuto gravissimo che io abbia consegnato una domanda di partecipazione a un’altra persona, tra l’altro scelta per fare la grafica della Sagra dal coordinatore”.

Fin qui Narbone. In attesa di conoscere gli eventuali sviluppi di questa vicenda comunque poco edificante, riproponiamo la lettera integrale che, a quanto pare, potrebbe essere al vaglio degli inquirenti per eventuali approfondimenti.

“Il Mandorlo in Fiore prevede anche l’allestimento della Fiera così come esattamente si è verificato l’anno scorso, con casette che da Piazza Marconi raggiungevano il Viale della Vittoria e Villa Bonfiglio. La sottoscritta Carola Narbone, Funzionaria del SUAP, ha anche quest’anno preparato gli atti per l’organizzazione della medesima manifestazione.

L’avviso pubblico per la partecipazione e la sua integrazione, sono stati pubblicati e il termine ultimo per la presentazione delle domande è scaduto in data 24 gennaio 2025. In data 22 gennaio 2025, tra le altre, è pervenuta una proposta per l’allestimento dello street food in Piazza Marconi a nome “A Putia srl”.

Nel rispetto delle prassi consolidate, la proposta è stata stampata e, alla presenza di vari signori facenti parte del “Gruppo Sagra”, la consegno ad un collaboratore di quest’ultimo, il sig. Nocera, che si occupa della grafica e pubblicità dell’evento. Contemporaneamente, il Coordinatore del Mandorlo, Dott. Carmelo Cantone, mi chiede di inoltrarla via email ad un’altra componente del Gruppo Sagra, tale Dott.ssa Zegretti, alla presenza della ditta proponente il progetto.

Al primo soggetto consegno il fascicolo spontaneamente, in assoluta buona fede ed alla presenza di tante persone; alla seconda, invece, mi viene detto di trasmetterlo. In data 23 gennaio, la ditta “A Putia”, titolare della proposta, comunica che il grafico/pubblicitario ha con certezza consegnato o fatto vedere il loro progetto alla ditta concorrente “Sakura”, affinché si adeguasse. Questo episodio configura un potenziale pregiudizio alla parità di trattamento tra i soggetti partecipanti e solleva dubbi sulla regolarità dell’iter amministrativo.

Pur avendo operato con trasparenza e senza alcuna intenzione dolosa, decido ugualmente, sentendomi responsabile del mio gesto, di inviare una mail al Coordinatore del Mandorlo rassegnando la mia attività all’interno del Gruppo Sagra per evitare qualunque strumentalizzazione e inoltro la stessa al Consiglio Comunale. Tuttavia, nel corso di una riunione tenutasi sempre il 23 gennaio, alle ore 19 presso l’Ufficio posto al secondo piano di Palazzo di Città, alla presenza della ditta proponente e del collaboratore pubblicitario, mi è stato comunicato, dal Coordinatore del Mandorlo, senza alcuna base oggettiva e con tono perentorio, il mio allontanamento dal Gruppo Sagra, ordinandomi di non mettere più piede in quella stanza.

Nulla sulla circostanza di aver trasmesso via mail lo stesso progetto corredato peraltro di dati sensibili ad un’altra componente del gruppo, perché invece richiestomi di farlo. L’indomani, ricevo una telefonata da un fidato collaboratore del Coordinatore del Mandorlo (sempre facente parte del Gruppo Sagra) che mi “consigliava” di non parlare mai più dell’accaduto.

Da quel momento inizia una serie di attacchi mirati a screditare la mia professionalità con affermazioni infondate diffuse sia all’interno degli uffici comunali che tra gli operatori economici coinvolti nella manifestazione, rafforzando un clima ostile nei miei confronti e isolandomi progressivamente.

Il trasferimento della gestione e le manovre per screditarmi

La gestione della Fiera e delle domande di partecipazione è stata immediatamente trasferita verbalmente dal Coordinatore del Mandorlo ad un altro dipendente dell’Ufficio SUAP. Tant’è che già in data 25 gennaio, il Coordinatore ha convocato tutte le ditte partecipanti, dichiarando che a occuparsi delle assegnazioni non sarei stata più io.

In data 3 febbraio 2025, vengo convocata dalla Prima Commissione Consiliare per chiarimenti.

Nei giorni successivi, vengo avvisata solo 20 minuti prima di una riunione sulla Fiera, senza possibilità di intervenire, ma solo di subire accuse da alcuni partecipanti.

Il Coordinatore del Mandorlo ha diffuso la falsa notizia che sarebbe in corso una “denuncia nei miei confronti”, letta a qualcuno dell’Ufficio SUAP e riferita ad ogni ditta che si presentava davanti a lui.

Fermo restando che la graduatoria degli ammessi e dei non ammessi non è stata stilata né firmata da mepreciso con la massima certezza che non si tratta di una denuncia, bensì di una semplice mail inviata da una delle ditte partecipanti alla Fiera in cui si lamentavano problemi nell’assegnazione degli spazi.

Interferenze politiche e favoritismi

Mi è stato riferito che il Coordinatore del Mandorlo sia andato a riportare l’accaduto agli Onorevoli Riccardo Gallo e Roberto Di Mauro, oltre che al Sindaco, Vice Sindaco e a tutto il Gruppo Sagra, screditandomi e imponendo una regola chiara: o con lui o contro di lui. Tant’è che da quel momento nessuno del Gruppo Sagra mi ha più contattata.

Se fossi stata “segnalata” politicamente, il Coordinatore non avrebbe mai osato allontanarmi, trasferire i fascicoli ad altri dipendenti o screditarmi.

Conclusione: una gestione opaca e senza trasparenza

Di quale accaduto stiamo parlando?

  • Del fatto che un collaboratore ha consegnato la proposta della ditta “A Putia” alla ditta concorrente?
  • Del fatto che mi è stato chiesto di trasmettere via mail lo stesso progetto ad un’altra componente del Gruppo Sagra?
  • O del fatto che ho cercato di gestire in maniera equa e trasparente la Fiera, senza interferenze politiche?

L’anno scorso, ho gestito il tutto senza alcuna interferenza e per la prima volta ho previsto casette anche sul lato sud del Viale della Vittoria e la ZTL tutti i pomeriggi, ottenendo un grande successo.

Quest’anno, invece, favoritismi e manovre politiche hanno preso il sopravvento.

Ma non permetto che si screditi la mia professionalità o si strumentalizzi l’accaduto per infangare il mio nome.

Gli Organi in indirizzo sono tenuti ad adottare tutti i provvedimenti utili per difendere la mia posizione.

Il Funzionario SUAP
F.to Dott.ssa Carola Narbone

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