Streaming del Consiglio Comunale: 25 giorni di attesa. La trasparenza ad Agrigento resta sospesa
AGRIGENTO – Sono passati 25 giorni dalla richiesta ufficiale presentata da Report Sicilia per trasmettere in diretta streaming le sedute del Consiglio Comunale di Agrigento. A oggi, nessuna risposta formale è pervenuta dall’amministrazione: né un via libera, né un diniego motivato.
Un silenzio che pesa. E che, pur non essendo ancora un rifiuto, rappresenta una mancanza di rispetto verso l’informazione e verso i cittadini, che hanno il diritto di seguire da casa le decisioni che riguardano il futuro della città.
Non è un favore, è un diritto: cosa dice la legge
L’accesso ai lavori del consiglio comunale è garantito dalla legge. Non è una concessione discrezionale, ma un principio cardine della democrazia locale.
🔹 Art. 38 del TUEL (D.Lgs. 267/2000):
“Le sedute del consiglio comunale sono pubbliche.”
🔹 Art. 8 dello Statuto del Comune di Agrigento:
“Il Comune favorisce l’informazione e la partecipazione dei cittadini all’attività dell’Amministrazione attraverso la diffusione delle sedute del Consiglio anche con mezzi telematici.”
🔹 Legge 241/1990:
Stabilisce il principio di trasparenza e accesso come elementi fondamentali del buon andamento amministrativo.
Alla luce di queste normative, impedire o ritardare ingiustificatamente la diffusione pubblica delle sedute consiliari significa tradire i principi stessi della democrazia partecipativa.
Una richiesta semplice, un servizio per la comunità
La proposta di Report Sicilia è chiara: mettere a disposizione, a titolo gratuito, un servizio streaming per permettere a tutti i cittadini – studenti, lavoratori, anziani, disabili – di seguire da remoto le sedute del consiglio comunale.
Un servizio che in molte città è ormai prassi consolidata e che ad Agrigento, nel 2025, dovrebbe essere naturale, soprattutto in un anno in cui la città è Capitale Italiana della Cultura.
Il silenzio come segnale di opacità
Non c’è un rifiuto scritto, è vero. Ma 25 giorni di silenzio istituzionale su una richiesta lecita e semplice sono già, di per sé, un messaggio negativo. In un Comune che si dice impegnato per la trasparenza, non si può ignorare una proposta così concreta e utile alla collettività.
“La trasparenza non può restare in sospeso. Il Consiglio Comunale è la casa di tutti e i cittadini hanno il diritto di entrare, anche da uno schermo”, è la posizione della redazione di Report Sicilia.
La domanda resta: cosa c’è da nascondere?
In un momento in cui il dibattito sulla gestione pubblica è acceso – tra appalti contestati, urbanistica discutibile e decisioni cruciali per il futuro della città – non offrire l’accesso diretto ai lavori del consiglio alimenta sospetti, disillusione e distanza tra cittadini e istituzioni.
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